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Pubblicato su Comune di Beinasco (http://www.comune.beinasco.to.it)

MUNICIPI E CASTELLANIE

MUNICIPI E CASTELLANIE
Storia di Beinasco dalle origini ad oggi


Un giorno d'estate del 1997 decidemmo con Patrizia Are e Carlotta Oddone di dar vita al libro che oggi viene presentato. La gestazione è stata lunga, ma ne è valsa la pena. D'altronde l'esigenza di dare da una parte scientificità al libro ha richiesto un lungo lavoro di ricerca, dall'altra l'amministrazione attuale, dimostrando lucidità politica e sensibilità culturale, ha voluto presentare Municipi e Castellanie in stretto collegamento con la realizzazione del progetto di riqualificazione del vecchio centro beinaschese.
Progetto che al proprio centro aveva i piani di recupero delle vecchie cascine dell'800, la sistemazione di piazza Alfieri e viale Cavour, il recupero funzionale del monumento Santa Croce. Questo ambizioso progetto che si sta concludendo non è il solo frutto dell'amministrazione trascorsa.

LIBRO


Il sindaco e gli assessori attuali, per i ruoli che nel passato ricoprivano, sono stati pienamente compartecipi di quella che per me è la più grande operazione di riqualificazione urbana che Beinasco ha conosciuto dal dopoguerra. Nel mio intervento mi limiterò a raccontare gli obiettivi e le aspettative che avevamo nel momento in cui decidemmo di dare vita alla storia di Beinasco. L'obiettivo era far emergere le persone che nei secoli avevano esercitato l'azione di governo: le cose fatte, i cambiamenti introdotti.
Ammetto che nel prefigurare l'impostazione del libro ho peccato di superficialità. Ritenevo che sino al '900 la storia fosse già scritta e che occorresse concentrare i nostri sforzi a partire dal periodo fascista ma Carlotta Oddone e Giudo Mongini mi hanno convinto che occorreva indagare ulteriormente il passato. Averlo fatto ci ha consentito di scoprire non solo le origini beinaschesi, ma che nel 1300 Beinasco era governata da Castellani e che Borgaretto fu aggregata territorialmente a Beinasco solo nell'800.
Un lavoro di ricerca imponente che ci ha consentito, a partire dal 1200, di delineare la comunità beinaschese, la loro attività economica, di recuperare a partire dal '600 tutti i nomi dei sindaci e dei consiglieri che si sono succeduti.
Vorrei a questo punto rivolgere un caloroso ringraziamento a Carlotta e a Mongini non solo per avermi fatto cambiare idea sul passato ma per come sono riusciti a coniugare la storia generale con quella locale senza tralasciare l'obiettivo che ci eravamo dati: recuperare l'azione di governo svoltasi via via nei secoli.
Municipi e Castellanie, caso abbastanza raro per libri prodotti dalle pubbliche amministrazioni, si spinge sino al 1995. Alla base di una simile scelta difficile e anche pericolosa vi erano però tre motivi di fondo. Il primo era quello che la lotta di liberazione a Beinasco era testimoniata solo dalle lapidi nel cimitero e che occorreva recuperare le ultime testimonianze ancora presenti sul territorio.
La seconda motivazione era quella di raccontare come Beinasco in pochi anni da paese agricolo diventa una realtà industriale con 20 mila abitanti. La terza ed ultima motivazione era quella di testimoniare le conseguenze ed i contraccolpi derivati dal dissolvimento dei partiti storici ed i cambiamenti introdotti dall'elezione diretta del sindaco.
Tre motivazioni forti e sufficienti a spazzare via perplessità legittime presenti nei partiti e nel comitato scientifico perchè arrivare ai giorni nostri poteva significare scrivere la storia del sottoscritto in quanto sindaco. Oltre alle motivazioni enunciate vi era un'altra aspettativa di carattere più politico: riuscire a capire meglio il perchè di un certo radicamento della sinistra a Beinasco, radicamento che non poteva essere motivato solo dalla presenza sul territorio più o meno consistente della classe operaia.
Raccontare la storia politico-amministrativa di Beinasco sino ai giorni nostri non è stato facile per noi e per gli autori.
Credo che l'aver dato vita ad un comitato scientifico composto da personalità rappresentative delle varie sensibilità politiche culturali sia stato il fatto fondamentale che ci ha consentito di riuscire nell'impresa e di questo li ringrazio. Ora rileggendo la storia politico-amministrativa degli ultimi 50 anni emerge che Beinasco è stata una realtà, dal punto di vista politico, estremamente stabile e che gli Amministratori che si sono succeduti sino agli anni '90 hanno, ognuno per il proprio periodo, fatto cose notevoli per la nostra comunità.
Rinaldo Bolfo sindaco di Beinasco dal 1946 al 1956 e Alfredo Taborelli dal 1956 al 1959 sono stati i Sindaci della ricostruzione del dopoguerra. Nonostante il quadro normativo all'epoca in piena evoluzione e le scarsissime risorse finanziarie sono riusciti a costruire le prime case per i lavoratori, a sistemare viale Cavour e Piazza V. Veneto a Borgaretto, ad ampliare la rete fognaria e l'illuminazione.

GIUSEPPE MASSIMINO alla presentazione del libroGIUSEPPE MASSIMINO alla presentazione del libro
 
Domenica Dora Ostengo, primo sindaco donna in Piemonte dal 1959 al 1960, segnò una svolta nello stile di governo e, nonostante il breve periodo, avviò la ristrutturazione della macchina comunale, fece partire la progettazione del Municipio e della scuola De Amicis. E' indubbio però che le grandi trasformazioni di Beinasco iniziano con Giovanni Ferrero sindaco dal 1960 al 1975. Beinasco in quegli anni passa da 5 mila a 17 mila abitanti. La città viene dotata di scuole e biblioteche ma la cosa più importante è il primo piano regolatore e le convenzioni consensuali. Beinasco grazie a professionisti come Todros, Berlanda e Manfredi anticipa quelle che saranno le future leggi che regolano lo sviluppo urbanistico.
Gli anni che vanno dal 1975 al 1987 vedono l'avvento di Natale Aimetti che prosegue l'opera intrapresa da Ferrero nella costruzione di case, scuole e servizi. Si sviluppa in quegli anni un progetto sull'istruzione che io definisco rivoluzionario, inoltre vi è una forte attività mirata ad integrare le diverse culture presenti sul territorio derivate dall'immigrazione. Nel 1988/1990 Beinasco ha avuto due sindaci entrambi deceduti: Piergiorgio Bio e Michele Camino. Il breve lasso di tempo non ha consentito loro di sviluppare il programma. Alcuni loro progetti, alcune loro idee sono poi state recuperate ed attuate (ad esempio Santa Croce).
Concludendo vorrei dire che ho voluto, se pur brevemente ed in modo sintetico, ricordare i sindaci che si sono succeduti dal 1946 al 1990. Ricordando loro ricordo anche i collaboratori, gli Assessori e i Consiglieri.
Municipi e Castellanie, in modo appassionante, ricorda ad ognuno di noi cosa è stata Beinasco nei secoli, il grande lavoro, le grandi trasformazioni introdotte dai nostri predecessori.
Municipi e Castellanie non esaurisce la storia di Beinasco. Ne presenta gran parte e apre nuovi spazio su cui spero si vorrà continuare ad indagare.

Giuseppe Massimino
ex sindaco di Beinasco


 

Il libro "Municipi e Castellanie, storia di Beinasco dalle origini ad oggi" di Guido Mongini e Carlotta Oddone, Ed. U. Allemandi & C., può essere consultato presso le tre biblioteche comunali


Biblioteca "Nino Colombo" - str. Torino, 23 - Beinasco - tel. 011.349.93.83


Biblioteca "Peter Pan" - via S. Giacomo, 30 - Fornaci - tel. 011.349.78.50


Biblioteca "Primo Levi" - via Don Minzoni, 12 - Borgaretto - tel. 011.358.18.61



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